giovedì 27 maggio 2021

L'interpretazione e l'analisi dei dati (Sociologia)

La conferma dell'ipotesi: La fase finale della ricerca ha un duplice scopo. Il primo coincide in verità con l'obiettivo stesso dell'intera indagine verificare se i dati raccolti confermano o smentiscono l'ipotesi iniziale. Si tratta di un momento particolarmente delicato, perché non si deve credere che, raccolti e analizzati i dati, il problema sia già stato risolto. L'analisi dei dati non fornisce spiegazioni, ma solo descrizioni. Passare dalle descrizioni alle spiegazioni è compito dell'interpretazione da parte del ricercatore, che deve rendere evidente, tramite le proprie argomentazioni, in che modo i dati confermano o smentiscono l'ipotesi iniziale, oppure se inducono a modificarla parzialmente. 

La raccolta, la codifica e l'analisi dei dati (Sociologia)

 La raccolta: La raccolta dei dati può avvenire nelle forme più varie, che differiscono per almeno due aspetti: in funzione della fonte d'informazione che si è deciso d'interrogare e in funzione del modo in cui si è deciso d'interrogarla. in funzione

 La codifica: Di qualsiasi metodo si faccia uso, le informazioni che vengono raccolte sono normalmente troppo complesse per poter essere utilizzate allo stato grezzo, vanno codificate. 

L'analisi:  Essa è ciò che rende possibile l'incrocio dei dati. Pensiamo a un esempio: vogliamo sapere  quanti maschi e quante femmine hanno risposto al questionario, ma anche quanti tra i sessantacinquenni erano maschi e quante femmine, fino agli ottantacinquenni. Ciò di cui abbiamo bisogno è insomma di incrociare i raccolti, per ottenere un'informazione più ricca.

La formulazione di un disegno per la ricerca (Sociologia)


 Il passo successivo consisterà nell'elaborazione di un disegno della ricerca, in cui dovremo stabilire quali dovranno essere le mosse concrete per giungere effettivamente alla verifica empirica della nostra ipotesi, nonché quali saranno i costi ei tempi di ciascuna fase. Tracciare il disegno di una ricerca è un'operazione molto lunga e complessa. Si tratta di decidere e prevedere le operazioni che in seguito andranno svolte; se si sbaglia, l'intera indagine rischia di fallire. Noi ci soffermeremo solo sulle cinque operazioni più importanti, che sono tutte interconnesse tra loro perché il modo in cui si risolve ciascuno di questi singoli problemi influenza o contribuisce a determinare quello in cui si risolvono tutti gli altri.


La formulazione delle ipotesi (Sociologia)


Definire degli interrogativi non è tuttavia sufficiente ad avviare un procedimento di
ricerca bene impostato. La ricerca scientifica ha lo scopo prioritario di farsi rispondere dai fatti, cioè di trovare nei le risposte alle proprie domande. I fatti, però, sono capaci di rispondere a quesiti aperti, ovvero che ammettono un numero in- finito di risposte. I fatti sanno rispondere solo sì o no e richiedono quindi la formulazione di domande che consentano unicamente risposte affermative o negative. A una domanda aperta del tipo: "Da che dipende povertà?", difficilmente i fatti Quindi programmare una ricerca empirica non è sufficiente porsi delle domande, è anche necessario immaginare quali potrebbero essere le risposte, per mirare a ottenere solo una conferma o una smentita da parte dei dati empirici. Più che domande esse sono affermazioni da verificare. I fatti empirici non sono capaci di rispondere a domande aperte, essi sono capaci confermare (verificare) o confutare (falsificare) delle affermazioni. Un'affermazione da verificare è ciò che nel linguaggio della ricerca scientifica si chiama "ipotesi": essa non è altro che una domanda riscritta in forma di asserzione. Il compito della ricerca scientifica è dunque di verificare empiricaente delle ipotesi teoriche e la prima fase del suo procedimento consiste appunto nel formulare le ipotesi da verificare.

mercoledì 26 maggio 2021

Fasi della ricerca (sociologia)

Ogni ricerca nasce da un problema. C'è un certo fenomeno sociale che appare interessante, oppure che crea disagio, ma la cui piena comprensione ci sfugge. Esso costituisce per noi appunto un problema, uno stimolo a estendere le nostre conoscenze. Dopo aver individuato il problema e deciso di dedicarvi una ricerca, è il momento di progettare la ricerca stessa, di scegliere gli strumenti che si utilizzeranno e il modo in cui se ne farà uso, in breve di formulare un disegno della ricerca.

Un altro passo consiste nella raccolta dei dati, cioè nell’attuazione concreta del disegno della ricerca. Questa fase corrisponde più da vicino al momento dell'esperienza vera e propria, vale a dire a ciò in funzione di cui la ricerca sociale viene svolta; i passi precedenti e quelli successivi sono invece le procedure di controllo e di inquadramento che fanno sì e lettura dei dati venga il più possibile neutralizzato l'influsso della soggettività del ricercatore. Il quarto passo consiste nella codifica e analisi dei dati: i dati grezzi, appena raccolti, solo raramente dicono qualcosa, di solito sono aridi numeri, oppure pagine e pagine di resoconti, registrazioni audio e video, files di dati, fotografie, mappe. sono come i risultati delle partite di campionato, che ci fanno capire immediatamente chi ha vinto e chi ha perso. Essi hanno bisogno di essere analizzati, talvolta codificati in numeri, confrontati tra di loro. Solo in seguito a queste elaborazioni i dati divengono significativi. Infine, l'ultimo passo è quello dell'interpretazione dei risultati della ricerca, ossia della trasformazione dei dati raccolti e analizzati in tesi interpretative, in nuove conoscenze intorno alla realtà sociale in cui viviamo che possono essere rese pubbliche.



Elaborazione teorica e ricerca empirica (Sociologia)

La sociologia cerca di essere – una scienza empirica, ovvero una disciplina che fa uso dell'esperienza e della sperimentazione per corroborare le proprie affermazioni. Nella misura in cui aspira a essere una scienza empirica, la sociologia si impone di svolgere fondamentalmente due operazioni. Da un lato, vuole garantire l'oggettività delle asserzioni che fa, le quali devono poter valere ed essere convincenti non solo per quelli a cui piacciono o che vi si riconoscono (come avviene per le descrizioni letterarie), ma per tutti coloro che le leggono o ascoltano. Dall'altro lato, vuole avere la capacità d'interpretare l'esperienza, ovvero di trovare costantemente un riscontro delle proprie teorie nella realtà; essa vuole essere capace di spiegare e anche in parte prevedere degli eventi che non è lei a creare o inventare, ma che fanno parte dell'esperienza che abbiamo del mondo circostante. Solo un continuo perfezionamento del modo in cui facciamo esperienza dei fenomeni sociali ci consente di migliorare anche le teorie con cui cerchiamo di comprendere e spiegare il loro funzionamento. Per ottenere un simile perfezionamento, la
sociologia ha elaborato e sviluppato dei metodi di rilevazione empirica. 

sabato 22 maggio 2021

L'APPRENDIMENTO, BRUNER (pedagogia)



Jerome S. Bruner (Professore alla Harvard University e Oxford University nel 1915) Come Skinner, ha bisogno di imparare ad essere razionale, efficace, non improvvisato, quindi in linea con la società industriale avanzata. complesso rispetto al passato, e deriva dal culto dell'efficienza. La società sta cambiando rapidamente e le scuole devono rispondere pienamente alle nuove esigenze di formazione. Non c'è più tempo per perseguire gli interessi dell'infanzia e accettare i principi dello sviluppo naturale. Tuttavia, i background teorici dei due studiosi sono molto diversi. Per una rigorosa revisione degli apprendimenti previsti dal programma educativo pianificato, Bruner si oppone che la priorità sia quella di garantire a ciascuno un insieme di conoscenze auto-sviluppate necessarie per la vita adulta.

Con l'aiuto di una struttura sociale significativa per garantire la comunicazione e la negoziabilità dell'apprendimento, cioè la capacità di adattarsi alle diverse culture, l'apprendimento diventa possibile. Siamo ancora vittime del pregiudizio (un concetto di pensiero piuttosto ingenuo), cioè il pensiero dei bambini sarà vuoto, senza un proprio modello culturale. Bruner crede che lo sviluppo delle idee non sia solo segnato da fasi biologicamente determinate, ma anche influenzato dalla cultura sociale e dall'interazione con altri umani. Il significato deve essere nella nostra mente. Da questa acquisizione, Bruner ha definito la sua posizione su tre temi: opposizione al 
computazionalismo, cultura di appartenenza e modello aperto.

venerdì 21 maggio 2021

CÉLESTIN FREINET, PEDAGOGIA MARXISTA (pedagogia)



Gli studiosi Marxisti si posero il problema dell'elaborazione di una pedagogia comunista.
L'intento di Celestin era quello di creare un uomo nuovo, in seguito a ciò nasce l'idea di scuola creativa in senso nuovo emolto diversa rispetto a quella individualistica.
L'idea pedagogica di Freinet è centrata sul doppio scopo di valorizzare le capacità potenziali degli alunni e di realizzarle entro l'orizzonte politico di una “pedagogia popolare". popolare coincidente in lui con il pensiero marxista e la militanza nel movimento comunista internazionale, che non si organizza né funziona secondo le norme correnti. La scuola è un'isola tagliata fuori dall'ambiente, un luogo in cui si penetra in punta di piedi, in cui si parla una lingua, si risparmia parole, si adottano comportamenti tanto più apprezzati.



Attraverso l'utilizzo delle sue tecniche, Freinet persegue l'obiettivo di una pedagogia capace di interessare ampiamente, e non solo rinchiusa in scuole sperimentali, capace di rinnovare la scuola agendo su più livelli:
liberare le energie positive dei bambini e orientarli verso il pensiero creativo e autonomo; radicare l'educazione scolastica nell'ambiente di vita e condividerne le caratteristiche “popolari”; attivare processi di cooperazione e solidarietà per formare insieme il popolo e il cittadino di domani, non "pecore, ma uomini" sottolineando la possibilità che ogni scuola, anche la più povera e remota, possa rinnovarsi e diventare un centro di innovazione se, invece di essere un luogo in cui seguire semplicemente passivamente le lezioni, si attrezzasse come laboratorio cooperativo.

giovedì 20 maggio 2021

JAQUES MARITAIN, L'UOMO INTEGRALE (pedagogia)



.Nasce a Parigi nel 1882. Nel 1940 si trasferì a New York e divenne famoso per il suo lavoro di insegnante. Le idee di Giovanni Gentile hanno molto in comune, ma Maritian non è del tutto inaccettabile per certi casi di attivismo. Secondo Maritan, l'uomo è un uomo razionale, la sua più alta dignità risiede nella sua intelligenza, è un uomo libero che ha una relazione personale con Dio, ma è anche "un uomo peccatore e aggressivo che è considerato un dio La guida di vita sessuale. E grazia. "La perfezione della prossima liberazione sta nell'amore. "Il concetto di umanità ha guidato l'umanità per molti secoli. È stato in crisi dal Rinascimento e dalla Riforma protestante. Questo è il risultato dell'assenza di Dio. A quel tempo, atei e cristiani hanno affrontato due posizioni inconciliabili nel mondo occidentale .

Sebbene il primo abbia portato al nichilismo e allo scetticismo, se fosse stato aggiornato per la prima volta sotto forma di umanesimo olistico, cioè un umanesimo che valorizza l'umanesimo, avrebbe potuto reintrodurre se stesso come capacità effettiva di affrontare i problemi umani.
A tipo di umanesimo che rispetta l'integrità delle persone, accetta cose positive nelle diverse idee delle persone e realizza un'integrazione fruttuosa. Questo è il duplice significato dell'aggettivo "intero", Maritan lo usa per limitare il suo umanesimo, la connotazione è "ideali storici specifici", può essere attraverso pars destruens (una critica al concetto di persone senza Dio) e pars costruzione (nuovo Proposta umanista) Secondo un filosofo francese, il contributo sostanziale alla costruzione del nuovo umanesimo viene dalla reinterpretazione del tomismo nel Medioevo.
Nella pedagogia Maritaiana è fondamentale la distinzione tra “individuo

GIOVANNI GENTILE, L'ETICA DELL'EDUCAZIONE (pedagogia)




Anche in campo educativo Giovanni Gentile è uno dei più importanti esponenti dell'antipositivismo. I due libri molto importanti di Kitian sono la pedagogia e la politica scolastica. Ha fortemente criticato la pedagogia come scienza sperimentale, e la pedagogia è un'attività pratica basata su dati etici e filosofici. Secondo i Gentili, definire la "scienza spirituale" come scienza empirica o predicare l'empirismo significa distorcere l'educazione riducendola a qualcosa di meccanico. La pedagogia, in quanto "scienza formata dall'uomo", non può che essere una "scienza formata dallo spirito", cioè la conoscenza filosofica. Sul tema della riforma dell'istruzione, i metodi di insegnamento dovrebbero essere collegati a progetti di educazione politica Nei progetti di educazione politica va sottolineata la funzione "nazionale" delle scuole. Il "noi" profondo del Paese studentesco è un progetto ideale dello spirito, della storia e dell'autocoscienza della "vita universale". "Artista e sognatore", una realtà viva, non ha nulla a che vedere con i "bambini fantoccio" descritti dalla psicologia evoluzionista, ed è stato rifiutato dagli studiosi siciliani come "bambini nella mitologia".
Basandosi sul superamento del dualismo realtà-spirituale e sulla sua soluzione nel comportamento puro, cioè nell'attività pensante assoluta, c'è una perfetta continuità tra il suo pensiero educativo e la filosofia: l'educazione è un comportamento umano, quindi è stato appreso da qualsiasi procedura empirica.
Vale anche in pedagogia la distinzione tra le nozioni di concetto e di pseudoconcetto che nega il valore della scienza se separata dalla riflessione filosofica.

martedì 18 maggio 2021

MARIA MONTESSORI (pedagogia)

Maria Montessori è nata il 31 agosto 1870 ed è stata a lungo un simbolo di nuova educazione. Nel 1900 le fu commissionata la supervisione della scuola ortopedica. Subito dopo il ritorno in Europa nel dopoguerra, Maria Montessori ha finalmente ottenuto molti riconoscimenti in Italia, e negli ultimi anni si è concentrata nel ripensare e aggiornare la sua filosofia educativa in intense attività; ha scritto nelle opere che costituivano il suo testamento educativo Questo è il punto : la formazione delle menti delle persone e dei bambini.  

Queste nuove scuole materne sono state originariamente progettate per bambini dai 3 ai 6 anni e la loro caratteristica principale è un'organizzazione ambientale favorevole ai bambini. La disposizione degli arredi scolastici e dei materiali didattici consente di maneggiare e spostare facilmente ogni elemento. Gli oggetti non sono più nelle mani degli insegnanti, ma vengono forniti agli studenti per libera scelta. Viene abolito il banco che tiene immobile l'alunno, costringendolo a compiere lavori ed esercizi obbligati. Al suo posto sono sistemati piccoli tavolini che agevolano il bambino a "fare da sé". All'insegnante è attribuito un compito non direttivo, bensì di consiglio, aiuto, sostegno e stimolo, evitando il ricorso a premi e castighi

. Un secondo e decisivo aspetto riguarda il materiale didattico, detto anche "di sviluppo": solidi da incastrare, blocchi, tavolette, figure e solidi geometrici da ordinare secondo le dimensioni, matasse colorate, campanellini.


Il rinnovamento dell'educazione, in particolare dei metodi didattici, è correlato alla preparazione di "nuovi maestri" capaci di uno studio metodico dell'allievo, che deve essere condotto sulla guida dell'antropologia pedagogica (cioè una disciplina che utilizza i metodi e i dati dell'antropologia applicandoli alla pedagogia) e della psicologia sperimentale. Montessori parla della necessità di formare scienziati ". Mediante la formazione scientifica il maestro acquisisce un nuovo abito mentale fondato proprio sull'osservazione. La sua attenzione ai valori della pace e della solidarietà valori così attuali si spiega con l'aspettativa che non solo nel microcosmo dell'aula, ma a livello dell'umanità intera si creino le condizioni migliori per lo sviluppo sereno dei più piccoli.
Attualmente sono in funzione circa 25 mila scuole che utilizzato il metodo Montessoriano.

ATTIVISMO EDOUARD CLAPAREDE (pedagogia)

 Édouard Claparède nacque a Ginevra il 24 marzo 1873 da una famiglia religiosa della buona borghesia. Dopo aver frequentato il locale collegio fondato nel XVI secolo da Calvino stesso, si orienta verso gli studi di Medicina, laureandosi nel 1897, si era avvicinato alle ricerche psicologiche e aveva trascorso un breve periodo di studi a Lipsia. Nel 1901, con Flournoy diede vita alla rivista “Archives de Psychologie”, nella quale pubblicò i suoi primi scritti, e nel 1904 divenne direttore del Laboratorio di psicologia sperimentale di Ginevra. In qualità di medico-psicologo si dedicò inizialmente a varie questioni tra le quali occupò sempre più spazio l'attenzione verso i ragazzi disabili.


La validità dell'azione educativa dipende dalla preparazione psicologica degli insegnanti e dalla loro capacità di avvalersi di uno "spirito scientifico" adeguato, in grado di aiutarli a migliorare la loro professione attraverso l'osservazione e la sperimentazione di nuove pratiche educative e didattiche.

La diversità delle attitudini ei differenti ritmi di sviluppo propri di ogni studente gli aspetti ignorati dalla scuola tradizionale richiedono un'organizzazione della vita scolastica "individualizzata" (non individualistica), cioè predisposta secondo i ritmi di apprendimento e le specifiche caratteristiche personali.                            



Claparede esemplifica in che modo questo sia possible: egli suggerisce il superamento del modello scolastico tradizionale articolato in classi rigide formate secondo il principio dell'età anagrafica e prospetta invece la possibilità di strutturare gli apprendimenti in classi mobili, classi parallele, sezioni parallele, discipline opzionali , impiego di materiali autocorrettivi ecc.

Alla pedagogia tradizionale, verbalistica e dogmatica, Claparède oppone la pedagogia sperimentale. Nessuna ragione teorica può sostenere l'idea che le questioni pedagogiche non vadano anch'esse sottoposte ad adeguata sperimentazione.



giovedì 13 maggio 2021

LA SCUOLA ATTIVA, JOHN DEWEY (pedagogia


Dewey è il più grande educatore del XX secolo: il teorico più organico di un nuovo modello di metodo di insegnamento influenzato da varie scienze dell'educazione; lo sperimentatore più critico della nuova educazione, ne ha anche delineato i difetti e le il ruolo politico della pedagogia e dell'educazione sono considerati i cardini di una società democratica. Inoltre, le idee di insegnamento di Dewey si sono diffuse in tutto il mondo e hanno portato profondi cambiamenti, acceso dibattiti ed esperimenti e riavviato metodi di insegnamento al centro dello sviluppo culturale contemporaneo in vari paesi.



Scuola e società è il fedele resoconto dell'esperienza compiuta dalla scuola sperimentale annessa alla Facoltà pedagogica di Chicago, basata sulle attività manuali, sulla cooperazione, sulla soluzione dei problemi.  Per non essere "imposta" e artificiale, la scuola va organizzata a partire dai bisogni e dagli infantili e deve funzionare come una piccola comunità nella quale si riproducono le caratteristiche, filtrate e semplificate, della vita sociale esterna.  Essa è concepita in forma "progressiva
", in quanto attività che si svolge al suo interno presuppone uno sviluppo graduale dell'allievo, partendo dall'esperienza acquisita in 
famiglia e nell'ambiente sociale in cui egli vive. 
Dewey sostiene la "scuola attiva" incentrata sugli interessi degli allievi e sulle loro energie, lo fa non soltanto per ragioni psicologiche del  sapere inteso come processo continuo.  In la "verità" non è il frutto di una speculazione astratta e data una volta per tutte, ma è continuamente sottoposta alla verifica: è "vero" (e dunque utile) ciò che siamo in grado di produrre in modo concreto e tangibile  ai fini del cambiamento positivo di noi stessi e della societànella quale viviamo. L'educazione fondata sull'esperienza educativa significa espandere l'ambito dell'esperienza dell'alunno deve saper distinguere tra le esperienze utili destinate a "moltiplicarsi fecondamente" e quelle invece "infeconde".  Questo è possibile, secondo Dewey, nella misura in cui l'educatore sa creare le condizioni ambientali idonee affinché i desideri, i bisogni e le capacità possonao esprimersi liberamente.  Il cambiamento è affidato al pensiero “pragmatismo” la cui validità poggia su una riflessione volta alla conoscenza della realtà e alla sua trasformazione (il pensiero riflessivo).

L'ANTROPOLOGIA E IL MONDO GLOBALE (antropologia)

 




L'antropologia si avvicina ai differenti aspetti della vita culturale e sociale delle comunità umane.

Due elementi distinguono la nostra epoca con le epoche passate: l'interconnessione planetaria dei fenomeni sociali e tecnologici, e la grande velocità con cui questi fenomeni accadono e vengono influenzati.

I modelli di consumo e di comunicazione nella società attuale non tendono a livellarsi.


Le abitudini, la sensibilità estetica e la religione sono differenti in base alla società, inoltre il livello di conoscenze, ricchezza, accesso alle risorse variano da paese a paese, da regione a regione. Lo sfruttamento degli esseri umani, nonostante la continua riaffermazione dei diritti universali da parte degli Stati democratici e delle istituzioni internazionali come l'Onu, la Fao e l'Unesco, è in aumento, non solo nei Paesi poco sviluppati o poveri ma anche nei Paesi  occidentali e in quelli asiatici e sudamericani, sebbene alcuni di questi ultimi siano oggi in pieno sviluppo economico.  Le nuove forme di schiavitù (dallo sfruttamento dei lavoratori immigrati alla prostituzione minorile) si accompagnano ad altri fenomeni come le violenze nei confronti delle persone civili nei Paesi in guerra, il commercio degli organi e l'impiego di bambini negli eserciti mercenari e nelle milizie private. Nel momento in cui le tecnologie hanno sviluppi rapidi e la scienza è in grado di approntare i farmaci adatti a curare malattie importanti, in molti Paesi è ancora impossibile sconfiggere la malaria o il colera, entrambi debellati in Occidente ormai un secolo fa.  E le religioni, invece di essere un messaggio di fratellanza e di pace, si trasformano in armi di confronto e di scontro, ideologico e politico.

Oggi l'antropologia richiede, per studiare, l'applicazione dei principi e dei metodi elaboratori dalla disciplina stessa.


LA POLITICA: UNA COMPETIZIONE PER IL CONTROLLO DELLE RISORSE (antropologia)

 





L'attività politica è quell'aspetto del comportamento individuale e collettivo mediante il quale i singoli o i gruppi impiegano, secondo finalità e interessi specifici, le regole e le istituzioni presenti nella loro società per ottenere il controllo delle risorse materiali e simboliche. Lo studio antropologico del potere ha prestato attenzione al modo in cui, presso culture differenti, si crea ciò che è stato chiamato «arena politica».

L'arena politica è lo spazio ideale occupato da tutti gli elementi che determinano il confronto politico tra le parti: organizzazioni, persone, valori, significati e, naturalmente, risorse materiali, tutte cose manovrate dagli attori politici nel loro confrontarsi per il potere. Gli attori politici sono quanti si confrontano nell'arena politica: sia avere individui come gli aspiranti leader di partito, fazione, lignaggio ecc.

Gli industriali fabbricanti di armi di un Paese come gli Stati Uniti possono essere, in quanto gruppo dinteresse, un attore politico di primo piano, così come l'insieme dei latifondisti di un Paese sudamericano.

In molte società mancano apparati o istituzionipreposti a far rispettare le norme in maniera coercitiva, cioè con la forza.

Il meccanismo capace di assicurare il rispetto delle regole nelle società che venivano chiamate “primitive”.

Nell’Europa feudale i privilegi della chiesa erano mantenuti dal rispetto che i membri delle comunità rurali dovevano ai pastori di anime, cioè i sacerdoti.

Le forme di organizzazione politica di dividono in una classificazione che si fonda sulla distinzione tra sistemi politici non centralizzati da un sistema di politici centralizzati dall’altro.

All’interno dei sistemi centralizzati ci sono due diverse forme: i potentati e gli Stati.


Il controllo delle risorse (antropologia)


Nel corso della storia umana, l'antropologia ha sviluppato diversi campi professionali. Comprese l'antropologia economica e l'antropologia politica. La prima parte discute come produrre, distribuire e utilizzare le risorse materiali in varie società e culture e le differenze tra di esse. La secondariguarda l'autorità, il potere, l'uguaglianza o la differenza tra individui e gruppi che sono gli elementi costitutivi della vita sociale. Fin dall'inizio, la società umana ha conosciuto lo stretto rapporto tra risorse e potere, ma questo rapporto cambia con i tempi e le circostanze.

In termini di risorse, bisogna comprendere beni materiali, specifici e tangibili, come acqua, denaro, grano e ferro, nonché bombe atomiche e merci "volatili". Le risorse possono essere di natura materiale o simboliche. Nel mondo occidentale, a causa dell'esistenza di una forte divisione del lavoro e del sistema di mercato da un lato, e di un sistema politico dall'altro, l'economia e la politica sono diverse. Pertanto, sebbene sappiamo che anche nell'Occidente moderno, questi due campi non sono realmente separati, ma questa distinzione tra e
conomia e politica appare a tutti come una distinzione tra i propri due mondi. Di conseguenza, la maggior parte delle persone è apparsa per molto tempo perché mancava sia dell'economia reale che della vera organizzazione politica. In effetti, a queste persone mancano istituzioni come il supporto del mercato e le regole.
Malinowski ebbe modo di studiare una particolare forma di scambio chiamato kula. Egli lo defini uno scambio di tipo «rituale», in quanto privo di una funzione economica immediata.
Collane e bracciali restavano nelle mani di chi li riceveva o dei suoi eredi anche per molti anni, ma alla fine venivano sempre nuovi scambi. Durante le visite, gli scambi “rituali” erano seguiti da scambi “profani”, durante i quali i gruppi trattavano la cessione di oggetti d'uso corrente: strumenti, armi, reti da ne sca, alimenti, animali ecc. Gli oggetti rituali e quelli d'uso corrente scambiati durante le spedizioni costituivano dunque due tipi diversi di oggetti: beni di prestigio e beni di consumo, rispettivamente. Erano delle risorse materiali, ma i primi le collane e i bracciali, erano anche delle risorse simboliche grazie alle quali era più facile acquisire i beni d'uso corrente.
Il bestiame entra a far parte della compensazione matrimoniale, quindi non si può comprare.

mercoledì 5 maggio 2021

GLI EFFETTI DEI MEDIA (SOCIOLOGIA)

 

Il sistema dei media riveste un ruolo importante nella società contemporanea non solo perché è onnipresente e diffuso in tutti gli altri ambiti sociali (dalla politica alla famiglia, dalla scuola all'economia, dallo sport al turismo e alla guerra), ma anche perché sua presenza produce degli effetti sulla vita delle persone che non possono essere trascurati. La prima domanda che si fecero gli osservatori quando cominciarono a rendersi conto che i media sarebbero stati una presenza significativa e influente nella società contemporanea, vale a dire all'inizio del secolo scorso, fu del tipo: quali sono gli effetti dei media? In che misura quello che viene detto alla radio o alla televisione influisce sul comportamento delle persone? In un primo momento, quando le persone ancora non si erano bene impadronite dei nuovi strumenti e del modo di usarli, sembrò che i mass media avessero un potere enorme, la capacità di manipolare il volere delle persone e di influire sui loro comportamenti (per esempio sulle scelte elettorali o sui consumi). L'uso che dei media veniva fatto nella propaganda ideologica delle dittature europee sembrava confermare questa convinzione.

Socializzazione e integrazione sociale Il principale di tali effetti consiste in un processo di omogeneizzazione dei comportamenti: proponendo a un pubblico vasto, ma socialmente e culturalmente differenziato, alcuni modelli di comportamento standardizzati, i mass media tendono a rendere omogenei gli atteggiamenti e i comportamenti di tutta la popolazione.

COMUNICAZIONE E MASS MEDIA (SOCIOLOGIA)

La comunicazione è, insomma, l'anima della società. La  comunicazione è quella forma fondamentale d'interazione sociale in cui soggetti che interagiscono si  scambiano dei significati.

I soggetti che hanno la volontà di comunicare, che saranno, a turno, l'emittente del messaggio e il ricevente (o destinatario). Ci dovranno poi essere un messaggio che viene trasmesso (ossia un significato da comunicare), un codice di trasmissione del messaggio fatto di segnali materiali e un particolare canale di comunicazione (le onde sonore, la scrittura, il cavo telefonico). Abbiamo così costruito uno schema formale della comunicazione, che ricalca quello, famoso, proposto dal linguista russo Roman Jakobson (1896-1982).


Il linguaggio come istituzione sociale, il linguaggio (con la sola eccezione, forse, di alcuni aspetti della mimica facciale, come il sorriso) non è mai un carattere naturale dell'essere umano, come l'altezza o il peso, ma il frutto di un “patto" implicito tra tutti coloro che appartengono a una certa cultura. 

Il linguaggio è una convenzione sociale. Che in italiano "burro" significhi quel particolare alimento derivato dal latte vaccino non dipende dal patrimonio genetico degli italiani, al contrario, qualcosa che abbiamo imparato nella nostra infanzia attraverso i processi di socializzazione. 

In quanto convenzione sociale, il linguaggio è un tipico esempio d'istituzionalizzazione di norme sociali, cioè di quel processo attraverso cui comportamenti ripetuti e condivisi da tanti membri della società si cristallizzano in regole da rispettare. 

 In Italia il fatto che la sequenza di suoni “burro" serva a indicare il burro è stabilito da una norma sociale analoga a quella per cui per salutarsi ci si stringe la mano destra. Nessuno è obbligato con la forza a sottomettersi a quella norma, ma chi non lo fa è destinato a non farsi capire e accettare dalla società. Se diciamo che "il burro raglia" non veniamo presi sul serio: non abbiamo infatti rispettato le norme sociali che danno senso e utilità alle interazioni linguistiche. 

Come aveva compreso Émile Durkheim, il linguaggio è una tipica istituzione sociale, e in quanto tale appare alle persone esterno e "coercitivo" ispetto alla loro volontà e ai loro desideri.

WELFARE STATE (SOCIOLOGIA)


 Il welfare state si sviluppa per affrontare i problemi sociali e per la redistribuzione delle risorse economiche della società. Il proprio obiettivo era quello di attuare i diritti sociali dell'individuo, l'espressione Welafare state significa letteralmente "Stato del benessere", ma viene spesso tradotta anche con "Stato sociale" o "Stato assistenziale". Il nome Welfare State indica un tipo di Stato che si fa carico del benessere dei suoi cittadini, perseguendo l'obiettivo di garantire loro gli standard minimi di vita rispetto al reddito, all'alimentazione, alla salute, all'abitazione, economicamente,

 Tradizionalmente si fa coincidere la nascita del Welfare State con la pubblicazione, nel 1942, del Rapporto Beveridge, documento finale di una commissione d'inchiesta voluta dal governo inglese e presieduta dall'economista William Henry Beveridge (1879-1963), sulla situazione economica e sociale del Paese.

 Il Rapporto Beveridge trovò attuazione concretà a partire dal 1948 con la creazione di un servizio medico nazionale gratuito per tutti i cittadini e con l'adozione di altri importanti provvedimenti sociali, quali l'istituzione dell'indennità di disoccupazione, l'înnalzamento delle pensioni, il miglioramento delle condizioni dell'insegnamento pubblico, l'estensione degli interventi di edilizia popolare. 

Ne derivò un considerevole aumento della spesa pubblica, finanziato in larga parte attraverso un aumento del prelievo fiscale, attuato con rigorosi criteri di progressività: in percentuale versava tasse più elevate, e quindi "finanziava" in misura maggiore i servizi offerti dal Welfare, chi guadagnava o possedeva di più. Il sistema di Welfare è nato perciò come una forma di redistribuzione delle risorse economiche prodotte dalla società, redistribuzione attuata e gestita dallo Stato, che si assume il compito di prelevare una quota di ricchezza dai cittadini più agiati per distribuirla ai più poveri sotto forma di servizi. 

Andò in crisi per problemi finanziari, e problemi di disorganizzazione.