domenica 8 novembre 2020

LA FAMIGLIA E LE DISTINZIONI DI GENERE (sociologia)

Il processo di industrializzazione ha avuto un fortissimo impatto sulla struttura e organizzazione famigliare a causa dei cambiamenti che ha determinato nella definizione e articolazione dei ruoli in base al genere. La famiglia è per sua natura soprattutto l'istituzione attraverso la quale la società, la produzione e il consumo di ricchezza erano il risultato di transazioni sia individuali che familiari. Tuttavia, nelle società premoderne da un punto di vista economico, come soggetto unitario, sia esso dedicato all'agricoltura, al commercio o alla produzione artigianale. Le pensioni individuali nell'industrializzazione questo è cambiato: protagonista dell'attività economica non è più la famiglia, ma il singolo individuo, inteso come operaio di fabbrica. La famiglia continua a rappresentare un'entità economica, non come soggetto unico ma come somma delle attività dei suoi componenti, ognuno dei quali partecipa al reddito familiare con modalità che tendono a differenziarsi e diventare sempre più individuali. Spesso non c'è alcun collegamento tra gli affari del marito e quelli della moglie o dei figli. si è arrivati ​​ad un


a distinzione dei compiti, dei ruoli e degli spazi per gli uomini e per le donne all'interno della famiglia Le donne si dedicarono sempre più alla cosiddetta economia informale cioè all'insieme delle attività legate alla trasformazione di beni acquistati per il consumo e ai servizi di cura ai minori, ai malati e agli anziani, mentre gli uomini tendevano a trascorrere sempre più tempo fuori dell'ambiente domestico. Di conseguenza, si andò lentamente strutturando una separazione degli uomini dai compiti quotidiani della vita famigliare e, soprattutto, una dipendenza economica sempre più accentuata delle donne e dei figli dagli uomini adulti. L'individualizzazione dei ruoli famigliari Insomma, anche in ambito famigliare si è verificata una progressiva individualizzazione dei ruoli. A ciò corrisponde il progressivo diffondersi della famiglia nucleare e, al tempo stesso, il contrarsi della famiglia estesa e di quella multipla. Nella società moderna la famiglia diviene sempre più una situazione che i singoli costruiscono individualmente in interazione reciproca e sempre no un contesto predeterminato a cui adeguarsi, vieni avveniva nelle società agricole premoderne. Di solito, infatti, sposarsi significava inserirsi in una miglia estesa già formata o inserire il coniuge nella propria, e spesso diventando adulti non ci si separava dalla famiglia d'origine perché si continua a vivere e lavorare negli edifici rurali. 
Il matrimonio viene percepito sempre più come una scelta individuale e responsabile degli sposi ed è considerato un vero e proprio rito.
La convivenza si caratterizza di solito per una maggiore autonomia reciproca dei partner, sia a livello economico che di gestione dell’ambiente domestico.

IL RUOLO DELLA DONNA 


Dal punto di vista culturale si è creata l'idea che la donna dovesse necessariamente rivestire un ruolo marginale nei processi produttivi e quindi normale attribuire a loro e al loro lavoro un minore riconoscimento economico.
Teoria del salario= teoria secondo la quale gli uomini devono essere retribuiti anche per mantenere la famiglia, questo ha ovviamente scoraggiato ulteriormente il lavoro femminile extradomestico.
La donna lavoratrice diviene un soggetto anomalo, un problema sociale da risolvere, lavoro casalingo e lavoro industriale, sono due lavori considerati inconciliabili.
L'aumento della presenza delle donne nelle fabbriche è reso possibile dall'introduzione del lavoro a catena e del progresso della tecnologia.



I ruoli dirigenziali sono quasi sempre occupati solo dagli uomini, quindi le donne fanno più fatica ad emergere.

Si creano lavori dove ci sono professioni tipicamente femminili ad esempio lavori legati all'educazione.
Negli anni cinquanta e sessanta, aumenta il tasso di attività delle donne, ma rimane comunque sempre inferiore a quello degli uomini.
La maternità viene considerata un ostacolo al lavoro extradomestico.
C'è differenza tra salari maschili e femminili sul mercato del lavoro.

Problemi connessi alla razionalizzazione del lavoro (sociologia)

 

Il processo di razionalizzazione del lavoro ha influito positivamente alla società occidentale, portando a più benessere e un'esistenza più stabile.
In particolare però Karl Max denunciò gli aspetti negativi dell'organizzazione industriale del lavoro, per lui l'aumento della produttività andava a vantaggio solo dell'imprenditore e nota come l'operaio non coglie il senso dell'intero ciclo produttivo.
La divisione del lavoro, che costituiva il risvolto più importante del processo di razionalizzazione, diventa fonte di disuguaglianza sociale.
L razionalizzazione, nella misura in cui standardizza i processi produttivi e richiede l'impiego di personale poco qualificato.
Nel lavoro moderno non devono avere spazio emozioni, sentimenti, idee personali, stanchezza, iniziative estemporanee e tutto ciò che potrebbe intralciare il lavoro.
L'operaio non è padrone del prodotto del proprio lavoro ma si sente estraniato.


L'alienazione si è rilevata un problema sociale molto diffuso, non limitato soltanto al contesto dell'organizzazione del lavoro industriale ed è una condizione d'impotenza e di isolamento.
La nascita di robot ha portato all'automazione di processi di produzione sempre più complessi.
Ciò non vale solo per l'operazione in fabbrica:  l'automazione si è estesa, dal settore industriale a quello dei servizi.
Nello stesso tempo ha portato un aumento della disoccupazione a causa della drastica diminuzione dei posti di lavoro.

aspetti della società moderna: il lavoro (sociologia)


Nella società moderna il lavoro sembra per tutti un'importanza fondamentale e negli ultimi due secoli il lavoro è stato al centro di un imponente processo di razionalizzazione.
È per essere puntuali sul posto di lavoro che ci si sveglia tutte le mattine si rispettano degli orari e ci si reca in luoghi stabiliti. Si va in vacanza in base ai giorni liberi dagli impegni professionali.
Il lavoro significa coordinare gli sforzi.
Molte persone sommano le loro competenze in un progetto, ad esempio la creazione di qualcosa.
Le attività di molte persone si coordinano in vari modi :
-due o più persone collaborano nello stesso modo alla medesima operazione.
-gli individui fanno cose diverse ma le svolgono in maniera da cooperare tra loro e potenziare con ciascuna attività i risultati dell'altra.
Questo è il tipo di divisione del lavoro contraddistingue la società moderna. 
Con l'introduzione della manifattura il lavoro si inserisce in una struttura rigida e viene scomposto in operazioni più facili ed elementari rispetto all'equivalente attività artigiana.
Razionalizzare è infine sinonimo di standardizzare e organizzare.
Si sviluppano macchine sempre più potenti ed efficienti per il lavoro che accompagnano un'organizzazione del lavoro operaio e porterà alla scomparsa di qualunque margine di discrezionalità e libertà operativa del lavoratore. 

La secolarizzazione (Sociologia)

Il sacro è stato una dimensione centrale dell'esistenza, con la quale egli si è misurato e rispetto alla quale ha strutturato la propria vita.


La religione ha cercato di dare risposte all'essere umano ad esempio riguardo i fenomeni naturali, da qui sono nate le idee di giustizia e di peccato.
Il sacro per continuare a esistere nel tempo si istituzionalizza.
La fede è un'adesione affettiva e intellettuale invece la dottrina è la declinazione più o meno sistematica della fede stessa i cui prende forma la visione del mondo.
Il rito è il complesso di norme che regolano lo svolgimento dell'azione sacrale.
Le organizzazioni sociali dedite alla gestione della religione e del rito, che tutte insieme formano una Chiesa.
Se il sacro e la religione sono sempre stati un ingrediente essenziale delle società umane, non lo sono stati nella stessa misura. Una caratteristica della società moderna è che in essa la religione è meno capace di influire sulla vita sociale. In altri termini, la società moderna vive un processo di secolarizzazione, ovvero di graduale espulsione del sacro dalle altre sfere. La secolarizzazione è un fenomeno che avviene a due livelli molto diversi tra loro. 
La presenza o l'assenza di un orientamento religioso restano confinate alla sfera ecclesiale presentare. tribunali appositamente istituiti, si preoccupavano di far rispettare le leggi e o a quella privata. Lo Stato e le altre istituzioni laiche, invece, si ispirano ai principi razionali che la burocrazia incarna, e quindi al criterio dell'universalismo, che impone di non privilegiare alcuna credenza né alcuna confessione rispetto alle altre: lo Stato moderno è esplicitamente aconfessionale. Dal punto di vista personale la secolarizzazione è invece intesa come diminuzione dell'incidenza della fede e delle pratiche religiose nelle scelte e nelle azioni degli individui, cioè come affievolimento della religiosità delle persone. Se una volta era normale orientare le principali scelte di vita e le azioni quotidiane sull'asse della propria fede e dei valori professati dalla propria Chiesa di appartenenza con convinzioni proprie, in nome dell'autonomia morale dell'individuo.
All'interno di un ambiente secolarizzato c'è una pluralità di forme del sacro.
Il processo di secolarizzazione non è un processo di espulsione del sacro dalla società moderna, ma una sua moltiplicazione e relativizzazione in tante forme parziali e non esclusive di religiosità.

LA RIVOLUZIONE E L'INFANZIA: DAL BAMBINO INNOCENTE AL FANCIULLO SOLDATO (pedagogia)

Il bambino fu eletto a simbolo della purezza, dell'innocenza, metafora dell'uomo nuovo e non corrotto dal passato.

Questa idealizzazione costituì un elemento centrale della propaganda e dell'ideologia rivoluzionaria.


Nei progetti educativi rivoluzionari il lavoro manuale e la fatica fisica erano concepiti come mezzi per fortificare la volontà, infondendo lo spirito di sacrificio, imponendo alla gioventù esercizi fisici.
Iniziarono ad esserci cambiamenti anche nel modo di intendere l’assistenza all’infanzia abbandonata e agli organi.
Si riprese la pedagogia di Pestalozzi con l’importanza del legame affettivo madre-figlio, composto da amore ed un educazione sana.
L’educazione familiare poteva garantire un’adeguata formazione morale.
Nel 1972 si arrivò alla promulgazione di una legge sull’adozione che però fu per tanto fermo ferma poiché poche persone erano disposte ad adottare bambini non propri.
Lo stato provvedeva agli orfani e alle famiglie, nazionalizzando l’assistenza pubblica.
Questa fratellanza laica “ garantiva a tutti i bambini, con o senza famiglia, l’uguaglianza dei diritti. Il concetto religioso di peccato così scompariva.
L’infanzia, divenne nel biennio giacobino modello di virtù morale e di coraggio militare.
Il bambino nasce innocente.
Sin da piccoli i bambini francesi dovevano imparare a divenire cittadini-soldato.
Il sistema sarebbe stato improntato alla massima austerità e a un controllo continuo: obbiettivo quello di formare un'uomo nuovo. 

giovedì 8 ottobre 2020

Shoah e totalitarismo (Psicologia)

 

LE SPIEGAZIONI PSICOLOGICHE DELLA SHOAH E DEL TOTALITARISMO

La psicologia ha cercato di capire i meccanismi psicologici sottesi a quei comportamenti.

La prospettiva, di tipo "situazionale", espressa da Zygmunt Bauman ed elaborata, come le altre teorie fin qui analizzate, a partire dagli anni Cinquanta.

 

Vennero effettuati degli studi studi affrontano il tema da da una diversa prospettiva e sottolineano come la tendenza al consenso e l'obbedienza all'autorità derivino dalla costruzione sociale di una personalità tendente alla sottomissione alle persone forti e alla brutalità nei confronti dei deboli.

La Shoah non è interpretata come la conseguenza di comportamenti psicopatologici da parte di un gruppo di individui, ma si preferisce evidenziare altri fattori, come la struttura e l' organizzazione della società, i meccanismi di interazione e di influenza sociale funzionali al raggiungimento di finalità economiche e politiche. Un elemento analizzato è, per esempio, l'esclusione morale: attraverso la propaganda, gli ebrei (e con loro anche altre categorie etniche e sociali, come gli zingari, gli omosessuali, i comunisti) furono denigrati e considerati come responsabili dei mali della Germania, meritevoli dunque di essere esclusi dalla società tedesca.

 

Essi furono emarginati dal mondo sociale attraverso l'esclusione dalla scuola, dal lavoro, dai vari settori della vita collettiva; successivamente furono imprigionati e rinchiusi nei campi di concentramento dove finirono per non essere più soggetti psicosociali: prima di essere uccisi venivano infatti annientati dal punto di vista umano, attraverso forme estreme di degradazione e deumanizzazione. 

I burocrati implicati nel processo di distruzione si difesero spiegando che avevano semplicemente obbedito agli ordini: si era attivato un meccanismo di deindividuazione e conseguente deresponsabilizzazione individuale; l'obiettivo era quello di svolgere bene il proprio compito, obbedendo all'autorità alla quale si attribuita la responsabilità di ciò che stava accadendo.

 

Secondo Fromm, alla base del consenso al totalitarismo sta una forma anziché psicologica che egli chiama carattere autoritario, caratterizzata da componenti sadomasochistiche. Le tendenze masochistiche si m"anifestano attraverso sentimenti di inferiorità e di impotenza e attraverso comportamenti atti a sottomettersi ad altri. Le tendenze sadiche

si esprimono, secondo Fromm, in tre tipi di atteggiamenti:  rendere gli altri dipendenti da noi (e avere potere su di loro); dominare gli altri per sfruttarli e usarli e  desiderare di far soffrire o di veder soffrire. Le tendenze sadiche sono spesso nascoste dietro una facciata di razionalità: "ti domino perché so ciò che è meglio per te; ... ho fatto tanto per te e ora ho il diritto di avere da te quello che voglio".

Gli studi di Reich hanno individuato specifiche caratteristiche di personalità funzionale agli obiettivi sociali del loro tempo e ne hanno messo in luce l'origine nel condizionamento sociale attraverso i processi di educazione-socializzazione. L'attenzione e l'evidenziazione dei fattori di influenza sociale,  non sono ancora presenti in queste teorie, ma si svilupperanno, dopo gli anni Cinquanta.


DAI CAMPI DI STERMINIO ALLA SOCIETA' DI OGGI


Le diverse prospettive di indagine del comportamento malvagio mettono in evidenza la complessità e la difficoltà del rapporto con l'Altro che caratterizza la specie umana. Ai nostri giorni questa problematicità si esprime in forme non meno drammatiche di quelle del passato ed è particolarmente visibile quando entrano in gioco appartenenze culturali diverse. Lo straniero, l'Altro etnicamente, culturalmente e psicologicamente tanto differente da noi, suscita emozioni, pensieri e azioni che invece di andare nella direzione di una pacifica e costruttiva convivenza scatenano conflitti e reazioni ostili.

Tra i temi principali di analisi spiccano, oltre a quelli già consolidati sul pre-giudizio, quelli sulle incompatibilità tra le culture occidentali ed extraco-munitarie; per esempio, la concezione del tempo (efficientistica o religiosa), il modo di vivere gli spazi pubblici (funzionale alle attività o alla socializza-zione), la concezione del sapere (laddove il primato della scolarizzazione si oppone a quello della cultura orale e dello scambio intergenerazionale). Altrettanto rilevanti sono gli studi.che tracciano un profilo della città multi-culturale come un luogo di non-incontri.

Tra le modalità di questo "non-incontro", Bauman sottolinea l'evitamento del contatto visivo, il vedere senza guardare o il gettare un'occhiata superficiale in modo da non attivare alcuna comunicazione.

Secondo Baudrillard sembra che non si possa fare a meno di produrre l'Altro, un gruppo, una categoria, una diversità qualunque, proprio perché si nega la sua irriducibilità. Come dire che non potendo cancellare l'Altro dalla nostra vita e dal nostro spazio mentale lo si produce a oltranza con le categorie del pensiero fino a desensibilizzarsi.





La banalità del male (Psicologia)

 conformismo e consenso sociale nella teoria di Asch



 La psicologia sociale lega il fenomeno dell'influenza sociale, ovvero l'influenza di un  gruppo di individui, una maggioranza, che esercita su un singolo soggetto. 

la psicologia statunitense degli anni 50 esperimenti fondamentali sul conformismo,  uno psicologo statunitense Solomon Asch, Studio la tendenza dell'essere umano a uniformarsi opinioni di un gruppo.  nel suo esperimento più famoso 

su un gruppo di 8 studenti,  in ogni gruppo 7 studenti erano collaboratori di Asch  mentre l'ottavo era il soggetto sperimentale i partecipanti avevano di fronte un pannello espositore sul quale venivano via via crescente 3 linea di varie lunghezza,  gli studenti devono individuare quali dei tre fosse uguale a una linea campione.  Ogni soggetto doveva fare la sua valutazione a voce alta.  nei primi turni danno la risposta esatta e nei successivi davano una risposta errata anche se è palese.  

l'ultimo studente sperimentale si trovava Dunque in una posizione scomoda o diceva di essere in disaccordo o si adeguava. 

I risultati Mostravano che un terzo delle risposte corrispondevano a maggioranza,  una volta chiesto il perché spiegavano di aver paura di sbagliare. 

Asch Ha individuato alcuni fattori che incidono sul grado di conformità al gruppo:




  1.  l'interazione Futura

  2.  ambiguità dello stimolo

  3.  attrazione per sul gruppo

  4. .La dimensione del gruppo



 La banalità del male nella teoria di Milgram



Nel 1961- 1962 si svolge a Gerusalemme il processo ad
Adolf Eichmann accusato di crimini contro il popolo ebraico la filosofia Hanna Arendt seguì il dibattito in aula e scrive le sue riflessioni in un testo in cui il male incarnato da Iceman è banale in quanto egli non è un mostro assetato di sangue ma un grigio burocrate.

negli stessi anni Milgram avvia i suoi esperimenti sulla autorità convinto che possono aiutare a comprendere i meccanismi psicologici del comportamento dei criminali nazisti.

 Milgram ha dimostrato che una persona normale può arrivare a commettere azioni Crudeli sulla spinta dell'influenza del contesto sociale. 


Lo studio si svolge nel
Università di Yale sono più di 1000 soggetti nel quale recluta volontari chiamati e partecipare a un esperimento sull'apprendimento.  i volontari vengono mescolati a loro insaputa a dei collaboratori.  I collaboratori saranno gli allievi e volontari insegnanti.

Gli allievi devono imparare una lista di parole a memoria i volontari che sono gli insegnanti devono pulirli quando sbagliano.  Milgram vuole vedere fino a che. si spingono i volontari.  il 65% dei volontari Porta a termine l'esperimento le conclusioni di milgram sono che gente normale che si occupa soltanto del suo lavoro è che non è motivata nessun particolare aggressività può da un momento all'altro rendersi complice di un processo di distruzione. 

Milgram sottolinea e nel suo esperimento i soggetti abbiano ben chiaro quale sia il comportamento giusto, Ma non si comportano secondo i loro valori poiché anche i fattori determinano la condotta dell'individuo come:


  1. La buona educazione

  2.  l'impegno a mantenere la promessa di collaborare

  3.  la vergogna di tirarsi indietro

  4.  inoltre il soggetto  metti in atto dei meccanismi di adattamento per superare il conflitto, concentrandosi sugli aspetti tecnici.



 l'influenza del contesto sul comportamento malvagio nella teoria di Zimbardo

 un altro esperimento è quello di Zimbardo sulla prigione simulata: lo psicologo dimostra che nel carcere i comportamenti violenti e brutali dei prigionieri delle Guardia non sono l'effetto di caratteristiche personali ma dipendono dalla peculiarità del contesto.



zimbardo ricostruisce un ambiente carcerario il recluta 25 maschi  spiegando loro che devono interpretare la parte delle Guardie o di carcerati per un esperimento.  ai prigionieri vengono assegnate divise con un numero e alle guardie uniformi occhiali da soli per impedire ai Prigionieri di guardarli negli occhi.


 i prigionieri si ribellano e le guardie dei puniscono brutalmente.  i soggetti carcerati iniziano ad assumere un comportamento da veri carcerati tanto che dovranno sospendere l'esperimento 


Napoleone e la nascita del controllo statale della scuola (Pedagogia)

 


Napoleone si concentrò sull'organizzazione di un sistema scolastico laico e statale. Mise in piedi un sistema di istruzione molto articolato e per certi versi innovativo.La legge del 1802 mise mano alla scuola di tutto l'impero. In Francia sia i Fratelli delle Scuole Cristiane sia le Suore Orsoline godevano di buona fama  ed erano molto apprezzate:  secondo Napoleone non c'era motivo per sostituirli nelle scuole elementari. Profondi cambiamenti interessarono l'istruzione secondaria,  istituti professionali rimasero così come erano secondo l'ideologia rivoluzionaria mentre il liceo che costituiva l'erede diretto del collegio Doveva rappresentare la fucina della classe dirigente dell'impero.  venivano insegnate Le Scienze esatte, la storia contemporanea,  la geografia le lingue classiche e le materie umanistiche.  il  liceo di ispirava l'ex collegio gesuitico Louis-le-Grand di Parigi.  era previsto che gli studenti risse dissero stabilmente nel internato dell'Istituto e che seguissero programmi rigidamente predisposti dalle autorità scolastiche centrali. 

 il 17 marzo 1808 Napoleone promulgò la legge che fondò
l'università Imperiale
,  composta da tante accademie quante erano le corti d'Appello
. 


La scuola per tutti (Pedagogia)

 Nel 1789 scoppia la rivoluzione francese con la conseguente instaurazione della Repubblica. In questo periodo si svolse un dibattito sull'istruzione,  ad alimentare tale dibattito furono gli idéologues Ovvero la generazione di uomini di cultura e scienziati e successiva a quella dei philosophes.

Il bambino fu eletto simbolo della purezza, dell'innocenza, della forza della rivoluzione stessa, metafora dell'uomo nuovo, non corrotto dal passato. i fanciulli furono così celebrati come la speranza per il futuro della Repubblica.

 Ci furono dei cambiamenti anche nell'assistenza all'infanzia abbandonata e agli orfani. Rochefoucauld-Liancourt si occupò dei bambini abbandonati alla nascita nei beretrofi spesso da madri nubili.  riprese la pedagogia di Pestalozzi e rimarca l'importanza del legame affettivo tra madre e figlio.   i bambini non conoscendo l'amore materno non avrebbero conosciuto un'idea di dovere e rischiavano di diventare cittadini inutili e di conseguenza socialmente pericolosi.  solo l'educazione familiare poteva garantire una formazione morale,  era necessario prevenire l'abbandono  aiutando le famiglie povere  economicamente  e sostenendo le madri nubili.  Il 18 agosto 1792 venne promulgata una legge sull'adozione che non fu molto seguita perché poche famiglie erano disposte ad adottare un bambino.  il decreto del 1793 definì Infatti ufficialmente i trovatelli figli naturali della patria,  questo garantiva a tutti i bambini l'uguaglianza dei diritti.  l'infanzia divenne un modello di virtù morale e di coraggio militare, fin da piccoli i francesi dovevano imparare a divenire cittadini soldati.  si tratta di un progetto pedagogico utopico e totalitario.



martedì 6 ottobre 2020

Pestalozzi (pedagogia)


 Johan Heinrich Pestalozzi visse in Svizzera tra l'età dei lumi e romanticismo.
Sposò Anna Schutthess e insieme a lei avviò la prima impresa educativa, l'impresa agricola di Neuhof, un istituto per ragazzi poveri che istruiva e preparava al lavoro.
Da un educazione tradizionalista dopo anni passano alla teoria educativa di Rousseau.
Pestalozzi fu un padre amorevole che seguiva le regole della "lettura dell'Emilio", insieme alla moglie scrivevano i progressi del figlio su un diario.
Il figlio era però affetto da epilessia e presentava difficoltà cognitive e a 13 anni iniziò la scuola.
Seguendo l'esempio dell'Emilio, Pestalozzi scrisse un romanzo pedagogico, raccontando la storia di un gruppo di fanciulli di campagna.
Trama: Il villaggio è governato in modo dispotico e opprimente dal podestà. Leonardo (il protagonista) viene salvato dalla moglie e viene cacciato il podestà, giunge in seguito un nuovo maestro che riporta la pace.

Tutti i personaggi hanno un significato pedagogico:
- Il podestà= autorità oppressiva.
- Leonardo= debolezza umana capace di riscatto a condizione di essere aiutato.
- Gertrude= saggio maestro.

In questo romanzo corale traspare l'adesione di Pestalozzi alla visione del dispotismo illuminato.
Dedicò gran parte del suo tempo all'istituto di Yverdon, che costituì la sua iniziativa scolastica più riuscita.


domenica 4 ottobre 2020

Lucifer effect (Film)

 The Experiment - Cercasi cavie umane (Das Experiment) è un film del 2001 tratto dal romanzo Black Box di Mario Giordano. Il film è incentrato sull'esperimento carcerario di Stanford, condotto nel 1971 dallo psicologo statunitense Philip Zimbardo presso l'Università di Stanford.

Il protagonista è un tassista ex reporter decide di partecipare ad un esperimento organizzato da una squadra di psicologi, nel quale per due settimane dei volontari, in cambio di denaro, dovranno impersonare guardie e detenuti in una finta prigione. Pensando di poterne ricavare un buono scoop, va a parlarne al suo ex caporedattore. Si procura anche degli occhiali che possono inviare video ad un videoregistratore portatile camuffato da walkman. Subito viene avvertito dai volontari che dovrà rinunciare alla privacy e ai diritti civili. 

Ci saranno diverse rivolte e degli episodi violenti e folli che termineranno con la uccisione di qualcuno come culmine della follia. 

Commento:

Il film era molto bello e ben fatto, mi è piaciuta molto la scenografia tra laboratorio e prigione, sicuramente ha creato un effetto di contrapposizione agli spettatori del film. Il finale era inaspettato ma alla fine dopo due settimane di segregazione e di rabbia repressa è verosimile che si abbia una escalation di follia.

la società di massa (Sociologia)

I termini individualismo e individualizzazione non possono essere considerati sinonimi perché l’individualismo non è la semplice individualizzazione è una sorta di malattia dell’individuo di oggi. 

 Il processo di individualizzazione comporta anche aspetti negativi come L’autodeterminazione che per quanto sia un beneficio può significare anche solitudine e mancanza di riferimenti certi.

Il processo di individualizzazione porta alla omologazione perché tanto più gli individui cercano di differenziarsi e vivere in libertà tanto più diventano simili.

Infine la società di massa è una società in cui le masse hanno raggiunto la ribalta sociale, acquisendo dei diritti e possibilità che non erano riservati a loro ma ad una minoranza.



individualizzazione (sociologia)

 Il concetto di cerchia sociale di Georg Simmel è un insieme di persone che intrattengono reciprocamente rapporti, ad esempio basati sull’affetto, l’interesse ecc...Con Autodeterminazione del singolo si intende chi si autodetermina compie delle scelte che influenzano profondamente il corso della propria vita. Nelle società premoderne questa era una eccezione riservata a pochi.

Le cerchie sociali si dispongono nella società non più come cerchi concentrici come nella comunità ma si intrinsecano e l’individuo si trova nel punto di intersezione. Questo vuol dire che il soggetto sperimenta modi di vivere autonomi, perché i mondo dei quali fa esperienza sono separati.

Il legame tra autodeterminazione e responsabilità è che l’autodeterminazione riguarda la scelta che nella nostra società è vista come un diritto. La responsabilità è che chi si sforza di affermarsi si rende responsabile di ciò che fa.