lunedì 28 dicembre 2020

Verso la società alfabeta (pedagogia)

Durante il XIX secolo giunse a maturazione in Europa, un complesso processo il cui esito è stato definito  "società alfabeta" e cioè di una società nella quale viene ritenuta indispensabile per tutti la padronanza almeno dei fondamentali elementi del sapere: leggere, scrivere e far di conto. L'espressione "modernità" cominciò a essere impiegata in alternativa alle consuetudini tipiche della tradizione radicate nella fede religiosa e nei ritmi di vita della società rurale e per sottolineare invece altri valori come la superiorità della civiltà industriale, la fiducia nel progresso, il principio della libera concorrenza, la visione laica dell'esistenza, il valore della razionalità. Si trattava, di dare vita a una società nuova imperniata su valori interamente deposti nelle mani degli uomini. Il mondo dell'educazione si trovò ben presto coinvolto nella realizzazione della nuova società in seguito a una duplice sollecitazione.

I sostenitori della modernità erano convinti che attraverso la generalizzazione della scuola i bambini sarebbero diventati adulti all'altezza dei tempi, capaci di inserirsi nella vita sociale e produttiva in modo attivo, di sconfiggere ogni forma di la superstizione di condividere una visione laica dell'esistente. Il modello di vita borghese era considerato un esempio e andava esteso anche ai ceti sociali più poveri, semplici e spesso rozzi.
La fiducia nell’educazione
, nella scuola e nella pedagogia come sapere in grado di orientare l’educazione accompagnò tutto il XIX secolo.

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